Ci sono dei momenti, come questo, in cui credo fermamente che quando mi si dice che l'amore o i sentimenti finiscono, sia davvero una gran cavolata.
I sentimenti possono mutare: crescere, affievolirsi, trasformarsi, evolvere ma finire non ci credo. Certi sentimenti, magari ok non tutti e verso tutti, stanno li ancorati al tuo cuore come conchiglie sugli scogli e non si riescono a demolire. Ci si mette tanto forse a capirli per davvero, non si accettano e si cerca di fare di testa propria ma alla fine si manifestano in tutta la loro grandezza e può essere tardi perchè nell'altro si sono trasformati.
Vorresti non aver detto, vorresti non aver fatto, vorresti che con una bacchetta magica qualcuno ti facesse tornare indietro ma non si può, quindi si va avanti lo stesso. Si va avanti con un piccolo peso, però. Un piccolo peso che ti si piazza sul cuore e non va via. Magari a volte non ci pensi, magari a volte sei più sicura e determinata usando "le palle" che si sa che hai, solo che il peso della felicità non accettata non se ne va. Non ce l'ha la data di scadenza.
E' la prima volta che mi succede. E' la prima volta che so per davvero di aver seppellito il mio tesoro pensando di ritrovarlo e invece la mappa è stata nascosta troppo bene. Probabilmente lo troverà qualcun altro per caso, passando di là.
Ho sempre pensato di essere intelligente, interessante. Davvero non sono all'altezza perchè provo a dimostrare con tutte le forze i miei sentimenti? Io non lo credo. Credo piuttosto che, a volte, non siamo solo noi che non capiamo gli altri ma chi dice di capire proprio tutto forse è proprio lì che comincia a non farlo.
Questa è una critica. E' una critica che, pure lei, è senza data di scadenza. E' una critica che fa tanto arrabbiare ma che purtroppo è tanto vera.
Però c'è qualcosa che ha una data di scadenza, a parte lo yogurt nel mio frigo. E' la pazienza di sentirsi dire quello che non si è o di farcelo credere -anche non intenzionalmente- così come la pazienza, per qualcuno, di aspettare le persone a cui vuole bene, sebbene per me non valga.
Bisogna avere la coscienza critica secondo me. Quella che molto spesso nascondiamo a noi e agli altri ma soprattutto a noi!
Per me vale questo:
"..nonostante parli
spesso ad alta voce
e nessuno crede a ciò che dici
a quel che immagini
nonostante tutto
io ti ascolterò quando non parli
quando non mi guardi
io ti vedrò lo stesso. "
I sentimenti possono mutare: crescere, affievolirsi, trasformarsi, evolvere ma finire non ci credo. Certi sentimenti, magari ok non tutti e verso tutti, stanno li ancorati al tuo cuore come conchiglie sugli scogli e non si riescono a demolire. Ci si mette tanto forse a capirli per davvero, non si accettano e si cerca di fare di testa propria ma alla fine si manifestano in tutta la loro grandezza e può essere tardi perchè nell'altro si sono trasformati.
Vorresti non aver detto, vorresti non aver fatto, vorresti che con una bacchetta magica qualcuno ti facesse tornare indietro ma non si può, quindi si va avanti lo stesso. Si va avanti con un piccolo peso, però. Un piccolo peso che ti si piazza sul cuore e non va via. Magari a volte non ci pensi, magari a volte sei più sicura e determinata usando "le palle" che si sa che hai, solo che il peso della felicità non accettata non se ne va. Non ce l'ha la data di scadenza.
E' la prima volta che mi succede. E' la prima volta che so per davvero di aver seppellito il mio tesoro pensando di ritrovarlo e invece la mappa è stata nascosta troppo bene. Probabilmente lo troverà qualcun altro per caso, passando di là.
Ho sempre pensato di essere intelligente, interessante. Davvero non sono all'altezza perchè provo a dimostrare con tutte le forze i miei sentimenti? Io non lo credo. Credo piuttosto che, a volte, non siamo solo noi che non capiamo gli altri ma chi dice di capire proprio tutto forse è proprio lì che comincia a non farlo.
Questa è una critica. E' una critica che, pure lei, è senza data di scadenza. E' una critica che fa tanto arrabbiare ma che purtroppo è tanto vera.
Però c'è qualcosa che ha una data di scadenza, a parte lo yogurt nel mio frigo. E' la pazienza di sentirsi dire quello che non si è o di farcelo credere -anche non intenzionalmente- così come la pazienza, per qualcuno, di aspettare le persone a cui vuole bene, sebbene per me non valga.
Bisogna avere la coscienza critica secondo me. Quella che molto spesso nascondiamo a noi e agli altri ma soprattutto a noi!
Per me vale questo:
"..nonostante parli
spesso ad alta voce
e nessuno crede a ciò che dici
a quel che immagini
nonostante tutto
io ti ascolterò quando non parli
quando non mi guardi
io ti vedrò lo stesso. "